Centro per l'Udito

Correzione e rieducazione del deficit uditivo

Il Centro per l'Udito di Piacenza, specializzato in correzione e rieducazione del deficit uditivo, è stato creato nel 1997 dal dottore in Tecniche Audioprotesiche Salvatore Portaro. Il nostro lavoro si basa innanzitutto sull'ascolto del paziente e delle sue esigenze, per comprenderle, agire efficacemente e raggiungere l'obbiettivo migliore.


Offriamo un elevato standard qualitativo e proponiamo i migliori apparecchi acustici, puntiamo alla soddisfazione finale di chi si rivolge a noi per problemi di deficit uditivo e sordità. Un altro aspetto che non trascuriamo è la scelta degli apparecchi acustici proposti, che sono sì di qualità, ma sempre ad un costo corretto.

Grazie alla continua evoluzione della tecnologia digitale protesica, abbiamo trattato negli ultimi anni moltissimi pazienti con acufeni (con il problema dei fischi e/o dei ronzii) migliorando loro la qualità della vita. Con la tecnologia Wireless (senza fili), inoltre, oggi è possibile ascoltare la TV, ascoltare la musica o parlare al telefono con grande facilità.

Abbiamo selezionato validi laboratori di riparazione degli ausili acustici fuori garanzia: si tratta di laboratori specializzati e autorizzati dai vari costruttori, che forniscono componenti originali a costi contenuti e con la garanzia di 6 mesi. Molta attenzione poniamo nella proposta dei vari accessori per una corretta igiene e pulizia degli apparecchi acustici, e alla qualità delle pile ideali per le protesi.

Il titolare del Centro per l'Udito di Piacenza, il Dott. Salvatore Portaro, è specializzato in Tecniche Audioprotesiche e può fornire assistenza completa, che va dall'esame audiometrico fino alla scelta dell'impianto uditivo migliore per ogni specifica esigenza.

Esame audiometrico

Esame audiometrico: al Centro per l'Udito di Piacenza potete effettuare un accurato esame audiometrico, grazie al quale è possibile verificare la funzionalità dell'orecchio e la sua corretta capacità di riconoscere suoni.

La sordità e la perdita dell'udito possono avere diverse cause, possono essere presenti sin dalla nascita, ma più spesso sono causate da traumi subiti negli anni, possono essere causate da malattia, dall'eccessiva esposizione al rumore e avere altre cause. L'età stessa, l'invecchiamento, può portare a deficit uditivi, anche detti "handicap invisibili" in quanto non immediatamente percepibili dall'ambiente esterno.

Sordità infantile: ci sono persone nate sorde o diventate sorde nei primi anni di vita. A seguito di ciò, hanno difficoltà nell'apprendere la lingua parlata che non imparano in maniera naturale ma che deve essergli insegnata in modo attivo. Per la sordità congenita si può far ricorso alla protesizzazione uditiva precoce, anche per velocizzare le operazioni di rieducazione uditiva. Sono due le metodologie di cura della sordità natale:

  • Oralismo puro: dove la persona è educata all'apprendimento della lingua grazie alla logopedia, dopo l'applicazione di protesi e/o impianti cocleari (orecchio artificiale elettronico)
  • Metodo bilingue: la persona viene portata all'apprendimento sia della lingua locale che della lingua dei segni. È dimostrato che l'apprendimento della seconda aiuta l'assimilazione della prima.

Tipi e livelli di sordità
: il danno riportato alle capacità uditive può essere lieve, medio, grave o anche profondo: un soggetto con danno profondo non percepisce neanche i suoni e i rumori di elevata intensità. Quando il problema uditivo interessa solo un orecchio si parla di ipoacusia monolaterale. La sordità parziale è detta di ipoacusia, che può avere varie cause, come l'esposizione a rumori o anche l'invecchiamento (presbiacusia).

Oltre che per l'indebolimento dell'udito, l'ipoacusia viene classificata in base a dove risiede il problema che l'ha prodotta:


  • Trasmissiva: il danno si ha a livello dell’orecchio esterno od anche a livello delle strutture trasmissive dell’orecchio medio (catena ossiculare). Il deficit è di solito pantonale (comprende tutta la serie di toni o suoni), anche se può essere più accentuato per le frequenze medio-gravi.
  • Neurosensoriale: il danno si è verificato a livello della coclea (ipoacusia neurosensoriale cocleare) o a livello del nervo acustico (ipoacusia neurosensoriale retrococleare). L'entità della sordità dipende dalla rilevanza del danno e dalla localizzazione mono o bilaterale. Quando il nervo acustico non è troppo danneggiato, parte dell'input uditivo può essere recuperato grazie a interventi di protesizzazione acustica o tramite l'istallazione di impianto cocleare e successiva riabilitazione.

Una protesi acustica è costituita da tre elementi: il microfono trasforma il suono in un segnale elettrico; l'amplificatore ha la funzione di amplificare il suono, che viene portato al ricevitore, il quale lo trasforma di nuovo in suono, che viene portato all'interno del canale uditivo. Gli apparecchi acustici sono progettati in funzione alle esigenze di ogni individuo e alle caratteristiche della patologia della persona.

Apparecchi acustici

Tipologie di apparecchi acustici

Apparecchi a scatola: gli apparecchi a scatola sono i primi apparecchi acustici con componenti elettroniche (analogiche). Realizzati a partire dagli anni 70, erano contenuti in una scatoletta di 10-15 cm di lato circa, che conteneva microfono, amplificatore, comando del volume e batterie. Il principale svantaggio di questi primi apparecchi acustici era la dimensione, erano scomodi e molto visibili.

Apparecchi retroauricolari: gli apparecchi retroauricolari – che hanno dimensioni più contenute rispetto agli apparecchi a scatola – hanno una parte posta dietro il padiglione auricolare (contiene le componenti elettroniche: microfono, amplificatore, batterie, ricevitore) e c'è poi un piccolo tubo che conduce il segnale dalla protesi alla “chiocciola”, posta nel condotto uditivo. Questa tipologia di apparecchi, fabbricati dalla metà degli anni 70, sono ancora attualmente sul mercato, anche se i modelli attuali sono molto più evoluti e meno visibili.

Apparecchi endoauricolari: si tratta di apparecchi posti all'interno dell'orecchio, quindi poco visibili. I primi modelli di apparecchi endoauricolari sono apparsi verso la fine degli anni 80, dapprima con elettronica analogica e poi digitale. Oltre ad essere poco visibili, questi apparecchi hanno il vantaggio, grazie alla posizione interna, di essere meno sensibili al vento e ai fruscii esterni.

Open Ear e Rite: si tratta di protesi acustiche nate per ovviare ad alcune controindicazioni degli apparecchi acustici classici. Queste protesi acustiche sono collocate sulla parte superiore del padiglione auricolare, ma sono veramente piccole (10-15 mm) e terminano con un tubicino che porta il suono direttamente nel condotto uditivo (o con un ricevitore miniaturizzato, in questo caso si parla di Rite). Questa tecnologie lascia il condotto uditivo aperto ed è utilizzata nella correzione delle perdite uditive con deficit prevalente sulle frequenze medie e acute (1000-6000 Hz) e conservazione delle frequenze gravi (125-1000 Hz), od anche in caso di condotti uditivi molto stretti. Le più recenti versioni di questo apparecchio acustico permettono di ricevere una parte di suono elaborata dal processore della protesi e una parte che entra nel condotto in modo naturale.


Sono tre gli elementi che costituiscono una protesi acustica:

  • un microfono: la sua funzione è quella di convertire il suono in un segnale elettrico
  • un amplificatore: serve ad amplificare il segnale elettrico
  • un ricevitore: è un diffusore acustico che trasforma il segnale elettrico nuovamente in suono, che poi viene portato all'interno del canale uditivo.

Oggi spesso gli apparecchi acustici sono dotati di un rivestimento speciale (nanocoating) che blocca il sudore, l'acqua e la polvere, non permettendogli di infiltrarsi all'interno.

... alcuni esempi di apparecchi acustici...

  • retroauricolare indossato

  • open ear

  • rite

  • rite indossato

  • apparecchio acustico a scatola

  • amplificatore acustico

  • mini endoauricolare

  • endoauricolare indossato

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